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Martedì 29 Gennaio 2019

Pacchetto infrazioni di gennaio: decisioni principali _ 3 parte

14. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Stephan Meder - tel.: +32 229 13917)

Pareri motivati

Navigazione interna: la Commissione esorta il BELGIO a conformarsi alle norme dell'UE in materia di noleggio e di formazione dei prezzi

Oggi la Commissione ha deciso di inviare al Belgio un parere motivato relativo all'incompatibilità con il diritto dell'UE delle prescrizioni nazionali in materia di noleggio e di formazione dei prezzi nel settore dei trasporti nazionali di merci per via navigabile (direttiva 96/75/CE del Consiglio). La direttiva stabilisce che i contratti relativi ai trasporti internazionali e nazionali sono liberamente stipulati e i prezzi liberamente negoziati tra le parti interessate. Il Belgio dispone ora di due mesi per conformarsi al parere motivato; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto su strada: la Commissione chiede a CIPRO di aggiornare il collegamento del suo registro elettronico nazionale alla nuova versione di TACHOnet

La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato a Cipro per non aver aggiornato il collegamento del suo registro nazionale alla nuova versione di TACHOnet (regolamento di esecuzione 2016/68 della Commissione). L'interconnessione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri sui registri elettronici delle carte del conducente sono effettuati attraverso il sistema di messaggistica TACHOnet. TACHOnet è composto da un sistema centrale gestito dalla Commissione europea e da un sistema nazionale, che comprende i registri elettronici nazionali, gestito dagli Stati membri. Spetta quindi ai paesi dell'UE configurare e gestire i rispettivi registri elettronici nazionali e garantire l'interoperabilità tra il sistema nazionale e il sistema centrale. L'implementazione di una nuova versione migliorata di TACHOnet richiede che gli Stati membri adattino i propri sistemi a livello nazionale. Il termine per l'aggiornamento della connessione dei registri elettronici nazionali a TACHOnet è scaduto il 2 marzo 2018. Se le autorità di Cipro non comunicheranno una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Trasporto ferroviario: la Commissione invita la FRANCIA a recepire le norme dell'UE sull'accesso all'infrastruttura ferroviaria

Nell'ambito di una valutazione generale del recepimento, da parte degli Stati membri, delle norme dell'UE volte a stabilire uno spazio ferroviario europeo unico (direttiva 2012/34/UE), la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Francia. La riforma generale del settore ferroviario attualmente in corso in Francia dovrebbe risolvere il problema di conformità alla direttiva. Tuttavia, ad oggi la Commissione ritiene che il quadro normativo del settore ferroviario francese, che è ancora in corso di completamento, non sia pienamente conforme a specifiche disposizioni, comprese quelle in materia di accesso ai servizi ferroviari e di garanzie di indipendenza dei gestori delle stazioni. La Francia dispone di due mesi per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire lo Stato membro alla Corte di giustizia dell'UE.

Lettere di costituzione in mora

Trasporto ferroviario: la Commissione invita l'UNGHERIA a presentare i suoi piani sui requisiti tecnici relativi all'accessibilità e all'esercizio e alla gestione del traffico del sistema ferroviario

Oggi la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Ungheria per non aver presentato i piani nazionali di attuazione relativi ai requisiti tecnici previsti da due regolamenti, concernenti l'accessibilità per le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta [regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione] e il sottosistema "Esercizio e gestione del traffico" del sistema ferroviario [regolamento (UE) 2015/995 della Commissione], come prescritto dalle norme dell'UE. Gli Stati membri erano tenuti a comunicare i propri piani rispettivamente entro il 1° gennaio 2017 e il 1° luglio 2017. L'Ungheria dispone di due mesi per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà adottare un parere motivato.

Sicurezza stradale: la Commissione invita l'IRLANDA e la POLONIA a presentare relazioni in merito allo scambio di informazioni sulle infrazioni stradali

Oggi la Commissione ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora all'Irlanda e alla Polonia per non aver presentato relazioni in merito allo scambio di informazioni sulle infrazioni stradali, come prescritto dalle norme dell'UE intese ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale (direttiva 2015/413/UE). La direttiva permette agli Stati membri di identificare e perseguire i conducenti non residenti che commettono sul loro territorio infrazioni quali l'eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza. Gli Stati membri devono inviare alla Commissione una relazione indicante il numero di ricerche automatizzate, condotte mediante una piattaforma online, sulle infrazioni commesse sul loro territorio da veicoli immatricolati all'estero. La relazione deve anche includere il numero di ricerche senza successo e la descrizione del seguito dato alle infrazioni. Tali informazioni sono fondamentali per valutare il funzionamento dello scambio di informazioni, l'efficacia delle indagini sulle infrazioni svolte dagli Stati membri e l'impatto della direttiva sulla sicurezza stradale. La relazione avrebbe dovuto essere presentata entro il 6 maggio 2018. Entrambi i paesi dispongono di due mesi per rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Commissione; trascorsi i quali, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Trasporto ferroviario: la Commissione invita la SPAGNA ad attuare correttamente le norme dell'UE sulla sicurezza ferroviaria

Oggi la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora alla Spagna in considerazione del fatto che le procedure di sicurezza in tale paese non soddisfano i requisiti della normativa dell'UE sulla sicurezza ferroviaria (direttiva 2004/49/CE). La direttiva riguarda i requisiti di sicurezza per l'intero sistema ferroviario. La Commissione ritiene che in Spagna siano state individuate carenze nel modo in cui gli inconvenienti e gli incidenti vengono analizzati e sono oggetto di indagine da parte dell'organismo investigativo nazionale e nelle tecniche di supervisione dell'autorità nazionale preposta alla sicurezza. La Spagna dispone di due mesi per rispondere alle preoccupazioni sollevate dalla Commissione; trascorsi i quali, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Servizi di trasporto: la Commissione esorta la POLONIA a conformarsi alle norme comuni per l'accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus

Oggi la Commissione ha deciso di chiedere alla Polonia di conformarsi pienamente alle norme dell'UE per l'accesso al mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus [regolamento (CE) n. 1073/2009]. Nell'ottobre 2009 il regolamento è stato adottato nell'ambito di un pacchetto di misure volte a modernizzare le norme che disciplinano l'accesso alla professione di trasportatore su strada e l'accesso al mercato del trasporto su strada. L'obiettivo principale del regolamento è contribuire al completamento del mercato interno per i servizi di trasporto effettuati con autobus e aumentare l'efficienza e la competitività del mercato per favorire il passaggio dall'uso delle autovetture private a quello dei servizi di trasporto effettuati con autobus. Un'autorità polacca ha revocato l'autorizzazione di una compagnia di autobus stabilita in Germania a effettuare un servizio internazionale regolare di trasporto su autobus tra la Germania e la Polonia. Non solo l'autorità polacca non era competente per revocare l'autorizzazione, ma i requisiti giuridici per la revoca non sono stati soddisfatti. Di conseguenza la Commissione ritiene che la Polonia abbia violato il regolamento UE in questione. La Polonia dispone ora di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di adottare un parere motivato.

Trasporto di merci pericolose: la Commissione invita il REGNO UNITO ad attuare le norme dell'UE sul trasporto delle merci pericolose su strada

Oggi la Commissione ha chiesto al Regno Unito di conformarsi pienamente al diritto dell'UE in materia di trasporto delle merci pericolose su strada [direttiva (UE) 2018/217 della Commissione]. Il Regno Unito non ha fornito ulteriori elementi di prova delle misure di attuazione adottate a livello nazionale per recepire la direttiva. Le autorità del Regno Unito dispongono ora di due mesi per rispondere; trascorsi i quali, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

 

15. Fiscalità e unione doganale

(Per ulteriori informazioni: Johannes Bahrke – tel.: (32-2) 295 86 15, Patrick Mc Cullough – telefono: +32 229 87183)

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Fiscalità: la Commissione deferisce la GERMANIA alla Corte per il mancato allineamento alle norme dell'UE in materia di rimborso dell'IVA

La Commissione ha deciso oggi di deferire la Germania alla Corte di giustizia dell'Unione europea per aver respinto determinate domande di rimborso dell'IVA di imprese in altri Stati membri.

Più in particolare, in alcuni casi la Germania rifiuta di rimborsare l'IVA a coloro che ne fanno domanda senza chiedere loro informazioni supplementari quando ritiene che le informazioni fornite sulla natura delle merci e dei servizi prestati siano insufficienti per giungere a una decisione sulla domanda. Tale pratica comporta situazioni in cui viene negato il rimborso dell'IVA a richiedenti che soddisfano i requisiti sostanziali e viola il diritto al rimborso dell'IVA previsto dalle norme dell'UE [direttiva 2006/112/CE del Consiglio (direttiva IVA) e direttiva 2008/9/CE del Consiglio (direttiva sui rimborsi)]. Nel suo ruolo di garante dei trattati, con la decisione odierna la Commissione europea applica la legislazione dell'UE. La decisione di deferire la questione alla Corte fa seguito al mancato allineamento della legislazione tedesca alla normativa dell'UE dopo l'invio di un parere motivato da parte della Commissione. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Fiscalità: la Commissione deferisce il REGNO UNITO alla Corte per il mancato rispetto delle norme in materia di IVA in relazione ad alcuni mercati dei prodotti primari

La Commissione ha deciso oggi di deferire il Regno Unito alla Corte di giustizia dell'UE per aver esteso l'ambito di applicazione di una misura che consente deroghe in materia di IVA in relazione ad alcuni mercati dei prodotti primari. Attualmente il Regno Unito applica un'aliquota dell'IVA pari a zero alle transazioni effettuate su alcuni mercati dei prodotti primari nel Regno Unito. Dalla notifica della deroga alla Commissione, avvenuta nel 1977, il Regno Unito ha esteso considerevolmente l'ambito di applicazione della misura, la quale ora non è più limitata al commercio dei prodotti primari originariamente contemplati dalla misura. Secondo le norme dell'UE concordate da tutti gli Stati membri [direttiva 2006/112/CE del Consiglio (direttiva IVA)] non è ammessa l'estensione dell'ambito di applicazione di una simile deroga "di tipo sospensivo". Questa situazione genera inoltre una grave distorsione della concorrenza a danno di altri mercati finanziari all'interno dell'UE. Il deferimento di oggi fa seguito al mancato allineamento della legislazione del Regno Unito alla normativa dell'UE in materia di IVA dopo che nel luglio 2018 la Commissione aveva inviato un parere motivato al riguardo. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea e lettera di costituzione in mora

Fiscalità: la Commissione deferisce l'ITALIA alla Corte di giustizia dell'UE per aver applicato un trattamento preferenziale in materia di imposta di registro immobiliare

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver modificato la propria legislazione, che prevede un'aliquota ridotta per i cittadini italiani residenti all'estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano. Tali emigrati italiani hanno diritto ad un'aliquota preferenziale dell'imposta di registro immobiliare senza obbligo di soddisfare il requisito di residenza. I cittadini di altri Stati membri non hanno diritto ad un simile trattamento preferenziale se non risiedono effettivamente nel comune in cui il bene è ubicato o se non vi fissano la residenza entro 18 mesi. Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) non ammette un tale trattamento discriminatorio, direttamente basato sulla cittadinanza. Analogamente, a determinate condizioni, i pensionati italiani residenti all'estero sono esentati dall'imposta comunale sugli immobili denominata "IMU" o possono beneficiare di riduzioni delle tasse per i servizi forniti a livello locale in relazione agli immobili di loro proprietà ubicati in Italia. Per tale motivo la Commissione ha inoltre deciso in data odierna di inviare all'Italia una lettera di costituzione in mora per aver mantenuto condizioni più favorevoli in relazione ad alcune imposte comunali sulla prima casa in Italia dei pensionati italiani residenti nell'UE o nei paesi SEE. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Pareri motivati

Fiscalità: la Commissione chiede alla FRANCIA di allineare al diritto dell'UE le norme fiscali relative ai servizi per la cura della persona e all'assistenza a domicilio

La Commissione ha deciso di inviare alla Francia un parere motivato a causa degli svantaggi fiscali incontrati da alcuni contribuenti residenti e non residenti in relazione ai servizi per la cura della persona e di "assistenza a domicilio". Attualmente un credito d'imposta per i servizi di assistenza prestati a domicilio ai contribuenti o, a determinate condizioni, ai loro ascendenti è concesso solo se tali servizi sono prestati in un luogo di residenza ubicato in Francia. Tale condizione è contraria ai principi del diritto dell'UE in quanto penalizza i contribuenti residenti in Francia e domiciliati in un altro Stato membro dell'UE o in uno Stato SEE. Ciò penalizza anche i contribuenti non residenti che si trovano in una situazione paragonabile a quella dei residenti in quanto ottengono la maggior parte dei loro redditi dalle attività che svolgono in Francia. Se la Francia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione invita la GERMANIA ad allineare la sua normativa al diritto dell'UE per quanto riguarda il regime IVA forfettario applicato agli agricoltori

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Germania un parere motivato in relazione all'applicazione di un regime IVA specifico per gli agricoltori. La normativa dell'UE [direttiva 2006/112/CE del Consiglio (direttiva IVA)] consente agli Stati membri di applicare un regime IVA forfettario agli agricoltori. Tale regime consente agli agricoltori di addebitare agli acquirenti di prodotti e servizi agricoli un importo forfettario ("compensazione forfettaria") invece di applicare il regime IVA normale. A loro volta, gli agricoltori non possono chiedere la compensazione dell'IVA già versata. Questo regime dovrebbe essere utilizzato dagli agricoltori per i quali l'applicazione del regime IVA normale potrebbe creare difficoltà amministrative. La Germania applica tuttavia il regime forfettario indistintamente a tutti gli agricoltori, compresi i proprietari di grandi aziende agricole, senza distinguere tra gli agricoltori che potrebbero incontrare tali difficoltà amministrative e quelli che non ne incontrerebbero. Inoltre, secondo i dati della Corte dei conti federale tedesca (Bundesrechnungshof), una simile applicazione del regime forfettario agli agricoltori ha per effetto una sovracompensazione dell'IVA da essi già versata a monte. Ciò non è ammesso dalle norme dell'UE e genera gravi distorsioni della concorrenza nel mercato interno. Se la Germania non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione chiede alla GERMANIA di modificare determinate disposizioni restrittive concernenti l'imposizione in uscita in relazione all'imposta sulle plusvalenze

La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato alla Germania per aver applicato un'imposta in uscita immediata sul trasferimento di attivi verso un altro Stato UE/SEE. Il trasferimento di attivi tedeschi da società tedesche a un beneficiario stabilito in uno Stato EFTA aderente al SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein) è soggetto a un trattamento meno favorevole rispetto alle transazioni esclusivamente interne. Ciò è dovuto al fatto che la legge tedesca impone che le plusvalenze non realizzate siano incluse nella base imponibile dell'esercizio in cui si effettuano tali trasferimenti. In secondo luogo, i contribuenti non residenti non possono beneficiare di tale differimento e sono invece tassati immediatamente, il che costituisce una violazione della libertà di stabilimento. Le norme tedesche in questione rischiano pertanto di dissuadere i contribuenti dall'esercizio della loro libertà di stabilimento prevista dall'articolo 49 del TFUE e dalla disposizione corrispondente dell'accordo SEE. Se la Germania non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione invita il PORTOGALLO ad allineare la sua normativa fiscale per quanto riguarda la vendita di immobili da parte di non residenti

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare al Portogallo un parere motivato chiedendo di modificare determinate disposizioni restrittive riguardanti l'imposizione in uscita delle plusvalenze al fine di allinearle alla pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE. Il Portogallo aveva applicato alle plusvalenze ottenute dai contribuenti non residenti un'imposizione fiscale fissa del 28%, mentre i contribuenti residenti erano soggetti a un'imposta progressiva sul reddito. Nelle cause C-443/06 (Hollmann/Pública) e C-184/18 (Fazenda Pública/Teixeira) la Corte ha constatato che una simile differenza di trattamento è incompatibile con la libera circolazione dei capitali garantita dall'articolo 63 del TFUE e dall'accordo SEE. Il Portogallo ha introdotto un'opzione che consente ai non residenti di essere equiparati ai residenti e di ottenere che il 50% di tali plusvalenze derivanti da fonti portoghesi sia soggetto ad aliquote progressive dell'imposta sul reddito. Tuttavia, secondo la giurisprudenza dell'UE, una semplice opzione di equiparazione ai contribuenti residenti non pone rimedio all'infrazione se la tassazione di base continua a imporre oneri maggiori ai contribuenti non residenti. Se il Portogallo non invierà una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione esorta la ROMANIA a conformarsi al diritto dell'UE nel rimborso delle tasse di immatricolazione degli autoveicoli indebitamente applicate

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare un parere motivato alla Romania per non aver garantito il rimborso integrale e immediato delle tasse di immatricolazione dei veicoli usati acquistati in altri Stati membri. Secondo la Corte di giustizia dell'UE, tali tasse violano le norme dell'UE (articolo 110 del TFUE). La normativa rumena in materia di rimborso delle tasse non rispetta i principi di leale cooperazione, equivalenza ed effettività. Se la Romania non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione invita il REGNO UNITO ad allineare al diritto dell'UE la propria normativa sull'imposta sul reddito

La Commissione ha deciso oggi di inviare al Regno Unito un parere motivato relativo alle disposizioni nazionali britanniche in materia di sgravi fiscali sull'imposta sul reddito per le minusvalenze azionarie. Attualmente gli sgravi fiscali sono riconosciuti solo per le azioni di società che esercitano la loro attività interamente o principalmente nel Regno Unito. Tale norma va a danno dei contribuenti che investono in azioni ammissibili di società che esercitano la loro attività in Stati membri dell'UE diversi dal Regno Unito, oltre ad imporre limitazioni alla libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE). Se il Regno Unito non invierà una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Fiscalità: la Commissione chiede al REGNO UNITO di allineare la sua normativa in materia di sgravi fiscali per i prestiti a operatori economici

La Commissione ha deciso oggi di inviare al Regno Unito un parere motivato relativo alle disposizioni nazionali britanniche in materia di sgravi fiscali per i prestiti a operatori economici. Attualmente, la normativa del Regno Unito prevede uno sgravio specifico qualora un prestito ammissibile divenga irrecuperabile. In tal caso il creditore può chiedere di detrarre l'importo del prestito dall'imposta dovuta sulle plusvalenze o dalle imposte sugli utili societari. Le norme operano tuttavia una distinzione di trattamento fiscale tra i "prestiti irrecuperabili" concessi a residenti nel Regno Unito e quelli concessi a mutuatari non residenti. Ciò impone una limitazione ingiustificata alla libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE). Se il Regno Unito non invierà una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Lettere di costituzione in mora

Fiscalità: la Commissione invita nuovamente l'UNGHERIA ad allineare alla normativa dell'UE il suo sistema di controllo dei trasporti su strada

La Commissione ha deciso oggi di inviare all'Ungheria una lettera complementare di costituzione in mora per confermare che i requisiti del sistema locale di controllo dei trasporti su strada non sono conformi alla normativa dell'UE in materia di IVA (direttiva 2006/112/CE del Consiglio) e per chiederne quindi la modifica. Nell'ambito del sistema di controllo elettronico del commercio e dei trasporti (EKAER), le imprese sono tenute a fornire alle autorità fiscali ungheresi informazioni dettagliate ai fini dell'IVA su alcuni mezzi di trasporto di proprietà dell'impresa che utilizzano strade pubbliche. La Commissione conferma che gli obblighi imposti dal sistema EKAER violano le norme in materia di IVA in quanto incidono principalmente sulle transazioni transfrontaliere nell'UE e introducono formalità amministrative connesse all'attraversamento delle frontiere. La Commissione ritiene inoltre che la legislazione ungherese violi i principi di neutralità e di proporzionalità, nonché la libertà d'impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Se l'Ungheria non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità ungheresi.

Fiscalità: la Commissione esorta l'UNGHERIA ad allineare le aliquote delle accise sulle sigarette alla soglia minima dell'UE

La Commissione ha deciso oggi di inviare all'Ungheria una lettera di costituzione in mora per il mancato raggiungimento della soglia minima dell'UE per le accise sulle sigarette, come previsto dalle norme dell'UE sul tabacco lavorato (direttiva 2011/64/UE del Consiglio). Le norme attuali impongono agli Stati membri di applicare un'accisa sulle sigarette pari ad almeno il 60% del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio delle sigarette immesse in consumo nel loro territorio. All'Ungheria e ad altri Stati membri è stato concesso un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2017 per adempiere tale prescrizione; le accise applicate dalle autorità ungheresi sulle sigarette rimangono tuttavia al di sotto della soglia minima. Se l'Ungheria non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità nazionali.

Fiscalità: la Commissione chiede alla POLONIA di modificare la sua legislazione per quanto riguarda l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa gestiti dai destinatari

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora alla Polonia affinché modifichi la proprie norme in materia di IVA in forza delle quali i destinatari che forniscono ai loro clienti servizi di sdoganamento di prodotti soggetti ad accisa (ad esempio il carburante) sono obbligati a pagare l'IVA non solo sui servizi da essi prestati, ma anche sull'importo delle accise e delle tasse riscosse sul carburante, e questo nonostante il fatto che non effettuino acquisti intra-UE di carburante ai sensi della normativa attuale dell'UE in materia di IVA [direttiva 2006/112/CE del Consiglio (direttiva IVA)]. Ciò può inoltre causare una doppia imposizione in quanto i clienti di tali società sono anche obbligati a pagare l'IVA per l'acquisto intra-UE di tale combustibile. Se la Polonia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità polacche.

Fiscalità: la Commissione chiede al PORTOGALLO di modificare la sua legislazione in materia di tassazione sulle autovetture

La Commissione ha deciso oggi di avviare una procedura di infrazione nei confronti del Portogallo per non aver tenuto conto, ai fini dell'ammortamento, della componente ambientale della tassa di immatricolazione imposta sui veicoli usati importati da altri Stati membri. La Commissione ritiene che la legislazione portoghese non sia compatibile con l'articolo 110 del TFUE poiché le automobili usate importate da altri Stati membri sono tassate in misura maggiore rispetto alle autovetture usate acquistate sul mercato portoghese, dato che il loro ammortamento non è pienamente preso in considerazione. Se il Portogallo non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità portoghesi.

Dogane: la Commissione chiede alla ROMANIA di modificare la sua legislazione in materia di obbligazione doganale

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora per chiedere alla Romania di allineare la sua legislazione in materia di obbligazione doganale al codice doganale dell'Unione [regolamento (UE) n. 952/2013]. In base a tali norme le autorità doganali hanno tre anni di tempo per comunicare al debitore un'obbligazione doganale. Se l'obbligazione doganale sorge in seguito a un atto penalmente perseguibile, le autorità doganali hanno 10 anni di tempo per comunicarla. La normativa doganale rumena stabilisce che l'obbligazione doganale non può essere comunicata al debitore dopo cinque anni dal momento in cui è sorta, indipendentemente dal fatto che sia sorta in seguito a un atto penalmente perseguibile. Tale disposizione non rispetta nemmeno il termine di tre anni stabilito dal diritto doganale dell'UE per la comunicazione dell'obbligazione doganale. Se la Romania non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità rumene.

Fiscalità: la Commissione chiede alla SPAGNA di abolire le condizioni indebitamente restrittive per il riporto dell'imposizione in caso di scissioni societarie

La Commissione ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora in cui chiede alla Spagna di abolire le condizioni della legislazione spagnola che contrastano con la direttiva sulle fusioni (direttiva 90/434/CEE del Consiglio). Tale direttiva mira a garantire che le riorganizzazioni aziendali, come le fusioni e le scissioni, non siano ostacolate dall'imposizione fiscale al momento della ristrutturazione. L'imposizione fiscale sulle plusvalenze derivanti da tale riorganizzazione è pertanto riportata al momento successivo in cui si produce la vendita o la cessione degli attivi e delle azioni. La legislazione spagnola prevede tuttavia condizioni indebitamente restrittive per determinati tipi di scissioni societarie: il riporto dell'imposizione non è concesso se gli azionisti della società scissa non ricevono la stessa quota di azioni in tutte le società derivanti dalla scissione, a meno che gli attivi acquisiti non siano rami di attività. Se la Spagna non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità spagnole.

Fiscalità: la Commissione chiede alla SPAGNA di modificare la normativa sulla rendicontazione paese per paese da parte delle società multinazionali

La Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora alla Spagna chiedendo di dare piena attuazione alle norme dell'UE in materia di rendicontazione paese per paese da parte dei gruppi multinazionali [direttiva (UE) 2016/881 del Consiglio (quarta direttiva sulla cooperazione amministrativa)]. Nell'attuale normativa spagnola mancano diversi elementi riguardanti gli obblighi di rendicontazione delle società multinazionali. Se la Spagna non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare un parere motivato alle autorità spagnole.

Archiviazioni

Fiscalità: la Commissione archivia i casi riguardanti CECHIA, GRECIA e POLONIA

La Commissione accoglie con favore il recepimento, da parte di Cechia, Grecia e Polonia, delle misure relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore della fiscalità per quanto concerne l'accesso delle autorità fiscali degli Stati membri alle informazioni in materia di antiriciclaggio [direttiva (UE) 2016/2258 del Consiglio (quinta direttiva sulla cooperazione amministrativa)]. La Commissione ha deciso oggi di archiviare questi tre casi di infrazione. Nel gennaio 2018 la Commissione aveva avviato procedimenti di infrazione nei confronti di questi tre Stati membri e nel giugno 2016 era stato inviato un parere motivato alle autorità greche.